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ott 02

Essere genitori diventando nonni

Cari genitori,

siamo arrivati all’ultima tappa del nostro lungo viaggio attraverso le fasi del ciclo vitale della famiglia: l’età anziana.

Potrebbe essere cosiderata una tra le tappe più “faticose” poichè ricche di eventi critici e di compiti evolutivi che tutta la famiglia si trova a dover affrontare.

Quali sono gli eventi critici?

1. Il pensionamento

2. Diventare nonni

3. La malattia

4. La morte

Sono tutti eventi molto complessi e densi di una forte carica emotiva, che però possono essere affrontati in modo funzionale se alla base c’è una sana e forte relazione di coppia. Questa ultima si trova, infatti, a dover affrontare molti compiti evolutivi che richiedono una buona dose di stabilità coniugale per essere affrontati nel miglior modo possibile.

Quali sono i compiti di sviluppo?

a. Come coppia coniugale: mantenere vivi gli interessi anche fuori dalla famiglia, far fronte alla malattia del coniuge e accettarne la morte;

b. Come genitori: riconoscere ai propri figli il ruolo genitoriale, accettando il progressivo rapporto adulto-adulto, allargere i confini ed accettare nuore/generi, partecipare attivamente alla vita dei nipoti;

c. Come figli: sostenere e curare la generazione precedente, condividere l’esperienza della morte dei genitori e curarne il ricordo.

Come abbiamo potuto vedere più volte, dal momento del concepimento all’ultima fase della vita, la famiglia è sempre coinvolta nella sua totalità per affrontare i vari compiti evolutivi che ogni fase del ciclo vitale comporta. Nessun membro della famiglia è escluso. Questo significa che laddove sussita una difficoltà o un sintomo, dobbiamo sempre chiederci quale fase la famiglia stia affrontando e quali difficoltà tutti i membri stiano vivendo in un particolare momento. Anche se il portatore del sintomo generalmente è una sola persona, questo non significa che questa sia “il problema”, ma il “sintomo” va interpretato come la manifestazione di un disagio collettivo che non tutti possono o riescono ad esprimere. Per questo motivo la psicoterapia familiare è un valido supporto in tutte quelle situazioni in cui il portatore del sintomo è generalmente un bambino o un adolescente, il quale ha trovato un modo per “urlare” un disagio collettivo.